05.02.2014
MUSEO BAILO TREVISO

 

 

La relazione ha lo scopo di fornire un’illustrazione generale degli interventi che

costituiscono il progetto esecutivo del restauro del Museo Bailo, allo scopo di rinnovarlo come sede

museale della collezione di arte moderna della città di Treviso.

 

Per un’illustrazione più compiuta e generale delle scelte di progetto si rimanda alla Relazione

Descrittiva allegata al progetto definitivo, mentre per le vicende storiche dell’edificio si rimanda alla

Relazione Storica allegata allo stesso progetto definitivo. 

I

1 Articolazione dell’intervento

Il complesso edilizio esistente, di seguito descritto, è articolato in due chiostri con annesso corpo di

fabbrica ad Ovest, separato dai due chiostri da un cavedio e confinante con altra proprietà. I due

chiostri confinano a Nord con una strada ad accessibilità limitata, chiusa da una sbarra, di servizio al

complesso scolastico affacciato su via Caccianiga e al Museo Bailo; a Est con un giardino pubblico,

di pertinenza del Museo e della adiacente Biblioteca Comunale, accessibile da via Caccianiga; a

Sud il primo chiostro affaccia su una piccola piazzetta prospiciente via Borgo Cavour e la chiesa di

Sant’Agnese; il primo chiostro è adiacente ai locali della Biblioteca Comunale e il presente progetto

prevede che alcuni locali della stessa vengano ceduti al Museo. Il progetto di restauro interessa una

porzione del complesso edilizio, denominata primo stralcio, limitata al primo chiostro, alla piazzetta

su via Borgo Cavour, a parte del giardino su via Caccianiga, al corpo Ovest e ad alcune porzioni del

secondo chiostro, necessarie per realizzare un’adeguata via di fuga e un locale tecnico. I limiti

dell’intervento sono chiaramente individuati nelle piante di progetto.

 

Gli interventi progettati sono articolati come segue:

1. restauro del primo chiostro e dei vani ad esso afferenti

2. ristrutturazione del corpo Ovest, con realizzazione di un ascensore montacarichi nella testata

Nord dell’edificio previa demolizione parziale della copertura

3. nuova costruzione della Galleria di ingresso al Museo, entro il cavedio che separa il corpo Ovest

dal primo chiostro

4. nuova costruzione della facciata su via Borgo Cavour

5. ridisegno della piazzetta su via Borgo Cavour, dello spazio aperto del I chiostro, dello scoperto a

Nord della Galleria

6. realizzazione della centrale termica interrata nel giardino a Est, su via Caccianiga, a servizio del

Museo e della Biblioteca Comunale

7. interventi puntuali di consolidamento strutturale

8. restauro conservativo della facciata Est del I chiostro, affacciata sul giardino su via Caccianiga

9. realizzazione degli impianti meccanici ed idrotermosanitari a servizio dei locali affacciati sul I

chiostro e degli spazi ad esso afferenti

10. realizzazione degli impianti elettrici, dati, antincendio a servizio del I chiostro e degli spazi ad

esso afferenti

11. ristrutturazione di una porzione di spazi di servizio della Biblioteca Comunale (spogliatoi e

servizi) confinanti con i locali del Museo

 

 Storia e caratteri dell’edificio esistente

La sede del museo è situata nel Borgo Santi Quaranta, nei pressi dell’omonima Porta della città, cui

è connessa visivamente da un asse stradale alberato. Essa fu costruita all’inizio del XIV secolo

come convento, ospitando vari ordini religiosi; ultimi i Carmelitani Scalzi. Fu distrutto a seguito di

vicende belliche e ricostruito nella prima metà del XVI secolo, inglobato nella nuova cinta muraria.

Appartenne ai Carmelitani Scalzi fino al 1868 quando fu acquisito dal Comune di Treviso.

Almeno fino al secondo decennio dell’Ottocento fu costituito da un solo chiostro, quello oggetto del

presente intervento. Venne in seguito costruito il secondo chiostro, posto a Nord del primo e avente

le stesse dimensioni e caratteristiche stilistiche, interpretate tuttavia con finezza di molto inferiore.

Nel 1869 il convento venne ristrutturato per destinarlo a Convitto Comunale. Fu costruita l’ala Ovest,

addossata al muro di confine con un’ altra proprietà, ma rimase comunque aperto il passaggio che

conduceva a un grande giardino a ridosso delle mura.

Vista aerea da Ovest

Nel 1909 su progetto dell’architetto Antonio Carlini ma con la fattiva collaborazione dell’abate Luigi

Bailo venne “aggiornato” il modesto prospetto e soprelevata parte dell’ala Est.

Nel 1944-45 l’edificio subì un pesante bombardamento (fig.02); fu distrutta l’intera facciata verso via

Borgo Cavour, l’edificio attestato sul muro di confine Ovest, buona parte dell’ala Ovest del primo

chiostro; il fronte Sud del chiostro venne gravemente danneggiato dal crollo della copertura. Rimase

illesa la sola ala Est.

 

 

A partire dal 1946 l’edificio fu ricostruito. Risultano completamente ricostruite e completate nel 1952,

anno di riapertura del museo:

- la facciata principale, che viene “semplificata” e impoverita rispetto a quella originaria

- l’edificio più basso a ridosso del confine Ovest

- l’ala Ovest del chiostro fino alla scala

Risulta parzialmente ricostruita l’ala Nord del chiostro; la successione delle finestre ad arco al piano

primo data ai primi anni ’50. La ricostruzione avviene di necessità in toni molto dimessi e modesti.

Vengono impiegati solai in laterocemento a sezione sottodimensionata; si è appena concluso un

intervento di ristrutturazione e consolidamento strutturale che ha comportato la loro demolizione e

ricostruzione in legno. L’ultima variazione significativa dell’edificio si ha nel 1967 con la demolizione

di un tratto del fabbricato a ridosso del confine Ovest. In compenso muta in modo rilevante l’intorno

con la costruzione, sul sito dello storico giardino a ridosso delle mura, di un istituto scolastico e dei

suoi annessi, nonché di un fabbricato residenziale di considerevole altezza su via Caccianiga.

Il museo è chiuso dal 1999. Nel frattempo si sono succeduti diversi interventi di adeguamento

strutturale e di restauro parziale, che saranno in seguito descritti.

L’edificio museale si affaccia su una piccola piazza, l’unico allargamento di via Borgo Cavour prima

della porta della città, e fronteggia la Chiesa di Sant’Agnese, leggermente arretrata rispetto al filo

delle altre costruzioni e elevata su un podio gradonato. Il lato Est della piazza è occupato dal volume

della Biblioteca Civica, costruita a partire dal 1871 sul sedime della chiesa conventuale, mentre sul

lato Est affaccia l’edificio di testa della cortina edilizia porticata parallela a via Borgo Cavour.

La facciata attuale, di carattere molto dimesso, si apre ambiguamente sulla piazza con due porte.

Foto della facciata attuale

L’impianto dell’edificio è caratterizzato dal doppio chiostro e dalle lunghe gallerie che si susseguono

lungo i suoi bracci. La dimensione minuta delle celle conventuali si è progressivamente perduta a

seguito delle trasformazioni nel tempo della fabbrica.

Gli spazi interni del piano terra sono caratterizzati dalla spazialità delle volte, a crociera e a botte, ma

sono prive di elementi decorativi, se si escludono dei modesti peducci. Dell’apparato decorativo che

caratterizzava gli interni nella vita iniziale del museo non è rimasta apparentemente traccia, a causa

dei bombardamenti. Il chiostro “cinquecentesco”, mutilato di un braccio dalla costruzione della

Biblioteca, ha anch’esso un carattere dimesso, con colonne intonacate e capitelli a disegno semplice

in pietra bianca. Un intervento di restauro e consolidamento delle volte e delle murature del II

chiostro ha messo in luce tuttavia la permanenza di alcuni apparati decorativi ottocenteschi, che non

è escluso che possano ritrovarsi in alcuni vani del I chiostro, oggetto del presente intervento (sono

previsti allo scopo alcuni saggi stratigrafici). L’intervento di consolidamento delle volte appena

 

concluso ha interessato anche quelle del I chiostro non consolidate tramite la sovrapposizione di un

solaio con cappa collaborante in acciaio.

Risulta di un certo pregio per l’apparato decorativo la facciata Est, esempio di eclettismo di fine

Ottocento, e oggetto nel presente progetto di interventi di ripristino degli intonaci e di restauro

conservativo.

Interventi recenti sul fabbricato

Vengono di seguito descritti gli interventi principali attuati sul fabbricato dal momento della sua

chiusura:

- il riordino e ristrutturazione della struttura della copertura, che ha comportato il rifacimento di molte

travi lignee, l’esecuzione di consolidamenti puntuali (pilastri rompitratta e connessioni metalliche), il

ripasso del manto di copertura di tutto l’edificio

- il consolidamento delle volte del primo chiostro (lati Nord e Ovest) attraverso la costruzione di un

nuovo solaio metallico al di sopra delle volte di due bracci del chiostro, allo scopo di scaricarle; esso

ha comportato un rialzo della quota di pavimento di circa 20cm, con effetti nefasti per l’accessibilità

al piano primo del museo e alcuni problemi statici sulle colonne, tanto che il presente progetto ne

prevede la demolizione, in accordo con la Soprintendenza.

- l’ultimo intervento, concluso nell’aprile 2012, ha comportato la demolizione dei solai in

laterocemento eccessivamente snelli presenti in alcuni locali del I chiostro e la loro ricostruzione in

legno; la ristrutturazione strutturale completa del corpo Ovest; il consolidamento delle colonne del

chiostro con cerchiature in fibra di carbonio; il consolidamento delle volte dei locali del lato Est e

della futura sala polivalente, con ripristino degli intonaci e delle finiture originarie; il consolidamento

delle volte e il ripristino degli intonaci e delle decorazioni originarie di parte del II chiostro. Dal

momento che nel corso di questi ultimi interventi era intervenuta l’approvazione del progetto

definitivo di restauro complessivo del I stralcio, alcune opere sono realizzate in coordinamento col

presente progetto, in particolare: le quote dei nuovi solai in legno, la nuova fossa per ascensori e la

posizione delle strutture del corpo Ovest, l’impianto antincendio nel sottotetto.

5. Area di cantiere

L’area di cantiere, come si evince dagli elaborati di progetto del Piano della Sicurezza e di

Coordinamento, interessa tutta la piazzetta su via Borgo Cavour, tutto il giardino su via Caccianiga e

lo scoperto sul lato Nord del complesso. Essa presenta tuttavia alcuni vincoli:

1. su via Borgo Cavour è da garantire l’accessibilità alla proprietà privata confinante col Museo

2. nel giardino su via Caccianiga è da preservare un passaggio per la via di fuga dalla Biblioteca

(la via di fuga presente nel chiostro può essere chiusa)

3. gli alberi del giardino su via Caccianiga sono vincolati, tranne alcuni esemplari di lauroceraso

indicati negli elaborati di progetto (tav.A.01)

4. per garantire l’accesso ai mezzi di cantiere al giardino su via Caccianiga è necessario spostare

l’accesso esistente, la cui posizione interferisce con la preservazione dell’albero di cedro,

secondo le modalità descritte in progetto (v. tav. A.01)

5. nella strada posta a Nord e chiusa da sbarra è da proteggere il passaggio degli studenti e

docenti della scuola adiacente

6. gli interventi sulla copertura del corpo Ovest che interessano la proprietà confinante devono

essere realizzati nel minor tempo possibile e con tutte le precauzioni atte ad evitare interferenze

con la suddetta proprietà

Città di Treviso Museo Bailo Progetto Esecutivo_I Stralcio

Relazione Generale 6

Accesso all’area da via Caccianiga; area della nuova centrale termica interrata

Esiste già una platea adatta alla gru di cantiere, realizzata su via Borgo Cavour in occasione

dell’ultimo intervento di consolidamento strutturale, circa al centro della facciata e ad essa adiacente.

La gru di cantiere dovrebbe avere un braccio tale da raggiungere l’intera estensione della Galleria.

La realizzazione della nuova facciata dovrebbe in ogni caso avvenire dopo lo smontaggio della gru

di cantiere, dal momento che la sua posizione ne impedisce la costruzione, ed essere realizzata

tramite autogrù; è da valutare l’interferenza degli alberi di leccio posti al limitare della piazzetta con

le fasi di montaggio della facciata.

6. Interventi preliminari, vincoli e sottoservizi esistenti

Preliminarmente all’inizio dei lavori sono da effettuare alcuni interventi propedeutici alla

cantierizzazione:

1. eliminazione di tutti gli elementi di arredo e allestimento ancora presenti in loco

2. eliminazione di tutti i componenti, cavi, prese, scatole di derivazione corpi illuminanti e altro,

esterni e interni dell’impianto elettrico

3. eliminazione di tutti i componenti dell’impianto idrotermo e meccanico ancora presenti in loco

4. spostamento del punto di consegna Enel alla Biblioteca, ora collocato nell’androne del Museo,

secondo le modalità previste nel progetto degli impianti elettrici e le istruzioni della D.L.

5. eliminazione della centrale termica al servizio della Biblioteca, ora collocata nella sala 1.20, con

rimozione di tutti gli elementi tecnologici, taglio delle tubazioni ecc. secondo quanto descritto nel

progetto degli impianti meccanici; la Biblioteca condividerà col Museo la nuova centrale termica

interrata; la rimozione della centrale termica deve essere effettuata con le tempistiche e le

modalità atte a non arrecare danno alla fruizione della Biblioteca, secondo quanto descritto nel

progetto degli impianti e comunque in accordo con la Direzione della Biblioteca stessa, previo

adeguato preavviso

6. rimozione della cisterna per il gasolio collocata nello scoperto Ovest e della vasca di raccolta

fognaria collocata nel medesimo scoperto

7. spostamento dell’accesso al giardino su via Caccianiga per consentire un ingresso più agevole

all’area di cantiere e salvaguardare il cedro esistente, con recupero degli elementi di recinzione

esistenti

Città di Treviso Museo Bailo Progetto Esecutivo_I Stralcio

Relazione Generale 7

8. spostamento delle due sculture in calcestruzzo di Arturo Martini collocate attualmente nella

piazzetta su via Borgo Cavour, e loro protezione durante la fase di cantiere

9. protezione adeguata del gruppo scultoreo “Adamo ed Eva” collocato nel I chiostro, da collocare

in seguito nella sua posizione definitiva prevista in progetto

10. eliminazione di alcuni rampicanti dalle facciate del I chiostro

11. smaltimento di materiali contenenti amianto (circa 65mq di pavimento in piastrelle di

vinilamianto collocati al piano primo dell’ala Est del chiostro)

Per quanto riguarda i sottoservizi esistenti in sito, essi sono riportati nella tavola A.29 relativa al

progetto della rete fognaria; nella tavola relativa al tracciamento e scavi è invece riportata un’analisi

effettuata con georadar nella zona del futuro scavo della centrale termica interrata, dove sono

evidenziate le presenze di alcune tubazioni, perlopiù relative alle rete delle acque meteoriche.

Particolarmente affollata di sottoservizi risulta la zona di scoperto interessata allo scavo della nuova

centrale termica; i punti di consegna di acqua e gas, e la partenza della rete antincendio della

Biblioteca si trovano infatti lungo la recinzione del giardino su via Caccianiga, in corrispondenza dei

servizi al piano terra della Biblioteca. Nella stessa zona è presente la rete fognaria di scarico dei

servizi della Biblioteca, con una vasca di raccolta di recente realizzazione da preservare e spostare

in una zona non interessata dallo scavo e non interferente con l’apparato radicale del cedro,

secondo quanto indicato nelle tavole di progetto (tav. A.29).

Per quanto riguarda la rete antincendio della Biblioteca, essa è da preservare, fatto salvo lo

spostamento di un idrante collocato nella posizione in cui è prevista la realizzazione della nuova

canna fumaria a servizio della centrale termica in progetto.

Nell’area scoperta Nord della Galleria, oltre alle cisterne già menzionate, è presente la rete di

scarico delle acque meteoriche delle coperture del Museo, chiaramente visibile e da preservare, e la

rete fognaria da smantellare e sostituire con quella di progetto. La nuova rete di smaltimento delle

acque meteo si collegherà a quella esistente.

Per quanto riguarda la piazzetta su via Borgo Cavour, è presente una rete di scarico delle acque

meteo, di cui una parte di recente realizzazione, quest’ultima da preservare; sono presenti anche

alcuni pozzetti e manufatti Enel e Telecom, chiaramente individuabili e da preservare secondo

indicazioni di progetto.

Per quanto riguarda i vincoli e le prescrizioni relative ai manufatti presenti in sito, essi sono:

a. salvaguardia del cedro presente nel giardino e in generale degli alberi in esso presenti, fatte

salve diverse indicazioni riportate in progetto; il giardino è tutelato dalla Soprintendenza. Le

modalità di salvaguardia del cedro sono riportate in nota nella tavola A.01 e nelle parti relative

agli scavi del CSA parte tecnica

b. Salvaguardia del corretto e costante funzionamento della Biblioteca; esso potrà essere interrotto

per brevissimi lassi di tempo, previa richiesta e comunicazione effettuate con congruo anticipo

c. Protezione e conservazione delle opere d’arte presenti nell’area

d. Riduzione massima delle interferenze con la proprietà attestata sul confine Ovest dell’intervento

e. Conservazione e protezione di tutti gli elementi decorativi originali presenti nell’edificio.

f. Nel caso di interventi attuati nel II chiostro, protezione dei pavimenti in terrazzo alla veneziana e

delle decorazioni parietali presenti, oggetto di vincolo da parte della Soprintendenza.

7. Tracciamento e operazioni di scavo

La quota 0.00 di progetto corrisponde all’attuale quota della soglia di ingresso al museo. Il rilievo

allegato al progetto è stato effettuato tramite scanner tridimensionale; i punti di riferimento sono

tuttora presenti in sito. È onere dell’impresa verificare il rilievo e porre tutti i riferimenti atti a fissare

Città di Treviso Museo Bailo Progetto Esecutivo_I Stralcio

Relazione Generale 8

univocamente lo 0.00 di progetto. Il tracciamento interessa la nuova Galleria, con modalità riportate

nella tavola A.28, e la nuova centrale termica interrata (v. tav. A.01).

Le operazioni di scavo sono sostanzialmente di tre tipi:

1. scavo superficiale o scotico, da effettuare nelle aree scoperte Nord e nel chiostro, e

parzialmente nel giardino su via Caccianiga

2. scavo entro spazi interclusi, da effettuare, parte a mano parte a macchina, nello scoperto Ovest

per la realizzazione delle fondazioni della nuova Galleria, all’interno degli ambienti al piano terra

per la realizzazione del vespaio e a quota inferiore per il passaggio delle dorsali impiantistiche,

interrate. Le quote di scavo sono diversificate a seconda delle zone: a quota più bassa, - 0.90,

in corrispondenza delle estremità della Galleria (platee di fondazione), a quota intermedia nelle

zone di passaggio delle dorsali di distribuzione dei fluidi impiantistici, a quota più superficiale

negli altri ambiti. Le quote di scavo sono riportate nella tavola relativa agli scavi A.28 e nelle

tavole relative agli impianti relativamente ai percorsi delle dorsali. La necessità di scavare fino a

quota – 90 per collocare la platea di fondazione della Galleria è dovuta ai risultati dell’analisi del

terreno, che in quell’area risulta molto rimaneggiato e quindi di scarsa portanza fino appunto alla

quota di progetto

area di scavo delle fondazioni della nuova Galleria

3. scavo di sbancamento profondo, per la realizzazione della nuova centrale termica interrata nel

giardino su via Caccianiga

In particolare per quest’ultima operazione si danno alcune condizioni particolari:

a. la quota di scavo è – 3.65, la quota della falda è a circa – 1.00; si rende pertanto necessario

l’aggottamento d’acqua. Il progetto strutturale prevede l’infissione di palancole; esse sono

dimensionate in modo tale da intercettare una lente di argilla presente nella zona di scavo, così

che l’interferenza dell’emungimento d’acqua sulla falda risulti notevolmente mitigata

b. la profondità di scavo rientra nelle condizioni in cui è necessario effettuare uno scavo con

assistenza archeologica; l’Amministrazione darà quindi incarico a un archeologo di seguire le

operazioni di scavo; le analisi al georadar non hanno comunque rilevato la presenza di

manufatti di rilievo

Città di Treviso Museo Bailo Progetto Esecutivo_I Stralcio

Relazione Generale 9

c. dal momento che l’area è stata oggetto di bombardamento aereo durante l’ultimo conflitto

mondiale, lo scavo sarà effettuato contestualmente ad un’indagine bellica di cui

l’Amministrazione incaricherà una ditta qualificata; anche in questo caso il georardar non ha

rilevato presenze preoccupanti

d. dal momento che lo scavo lambisce l’apparato radicale del cedro, tutelato dalla Soprintendenza,

sono prescritte nell’area del cedro modalità di scavo particolari: uno scotico effettuato in senso

radiale nell’area sottostante la chioma dell’albero (cui corrisponde l’estensione delle radici),

l’infissione delle palancole effettuata in modo tale da tranciare e non sfilacciare le radici, da

effettuarsi in condizioni climatiche non rigide, l’innaffiatura costante dell’area radicale, la sua

protezione, in caso di passaggio di mezzi di cantiere, con lamiere di ripartizione del carico; il

tutto come meglio specificato nel CSA parte tecnica e nella tavola A.01

Sono poi presenti scavi a sezione obbligata per la realizzazione di sottoservizi; è da prestare

particolare attenzione all’area di scavo contigua a quella della centrale termica, adiacente al

fabbricato della Biblioteca, ove anche l’analisi al georadar segnala il passaggio di numerosi

sottoservizi. E’ prevista la realizzazione di un pozzo nell’area a giardino su via Caccianiga. Gli oneri

relativi ai vari scavi per sottoservizi sono riportati nei computi metrici delle differenti componenti del

progetto: parte edile e parte impiantistica.

8. Demolizioni

Le demolizioni previste in progetto sono le seguenti:

1. demolizioni orizzontali estese di elementi di finitura: demolizione di pavimenti e massetti; mentre

nel II chiostro si sono mantenuti, essendo sottoposti a vincolo, i pavimenti ottocenteschi originari,

nel primo essi sono tutti di recente realizzazione e pertanto si è deciso di sostituirli al fine di

realizzare un vespaio, un trattamento impermeabilizzante alla base delle murature, le dorsali di

passaggio impianti. Tali demolizioni interessano tutti i locali interni del primo stralcio, al piano

terra e al primo.

2. demolizioni orizzontali parziali mirate: si tratta della demolizione parziale del lastricato in laterizio

del chiostro; tale demolizione deriva dalla necessità di poter effettuare un trattamento

impermeabilizzante anche sulle murature affacciate sul chiostro. Si prevede la demolizione delle

fasce di lastricato contigue alle murature, per una larghezza tale da consentire gli interventi di

impermeabilizzazione e risanamento delle stesse, con successiva ricollocazione degli elementi

in laterizio.

3. demolizioni i controsoffitti: i controsoffitti in gesso su arelle sono presenti al primo livello; è

prevista la demolizione di tutti i controsoffitti, tranne una porzione di soffitto voltato nell’area

attualmente di distribuzione degli uffici della Biblioteca. Si è considerato nell’onere della

demolizione la modalità di realizzazione dei controsoffitti nello stato di fatto: il piano delle arelle

rivestite a gesso è infatti supportato da una struttura costituita da travetti in laterizio, comunque

da demolire. Vedasi fotografie allegate alla tav. A.15 e A.16

4. demolizione di solaio in lamiera grecata collaborante con cappa in c.a. su supporto costituito da

orditura di profili HEB 140: si tratta della demolizione di un intervento di consolidamento

strutturale delle volte di recente realizzazione, che ha tuttavia alterato tutti i rapporti altimetrici

del primo livello e risulta di dubbia efficacia statica. L’area oggetto di demolizione è chiaramente

indicata nelle planimetrie di progetto e nella tavola relativa ai disegni comparativi, dove è

riportata una sezione dello stato di fatto da demolire (tav. A.15). In ogni caso il solaio da

demolire è chiaramente identificato in sito da un gradino che delimita l’intervento. Le modalità di

Città di Treviso Museo Bailo Progetto Esecutivo_I Stralcio

Relazione Generale 10

demolizione previste sono descritte nelle relative voci di elenco prezzi (E.05.25.b, ED.G.023) e

nella tavola strutturale S.19; si lascia comunque ampia facoltà all’impresa di proporre differenti

modalità in relazione alle tecnologie ad essa più congeniali. Il vincolo, relativamente a tale

demolizione, è che il peso della struttura in demolizione non possa gravare sulle volte in mattoni

a una testa.

5. demolizione di parte della copertura del corpo Sud del chiostro per consentire la costruzione

della nuova Galleria; la demolizione deve preservare le strutture murarie e di carpenteria

esistenti; con lo stesso scopo si prevede la demolizione parziale di solaio in legno di recente

realizzazione, in corrispondenza dell’attuale ingresso al museo.

6. demolizioni di porzioni marginali della copertura esistente per consentire la costruzione della

nuova galleria.

7. demolizioni divisori e tramezze, al fine di ritrovare una spazialità consona a un edificio museale

8. demolizioni in breccia per apertura porte, varchi e passaggi

9. demolizione parziale della copertura e delle murature di testata del corpo Ovest per consentire

la realizzazione del nuovo vano ascensori

10. demolizione di murature portanti al fine di ripristinare un’arcata tamponata del chiostro; si tratta

della riapertura dell’arcata Sud del chiostro tamponata in occasione della trasformazione della

chiesa conventuale in biblioteca. Risulta visibile in sito la presenza di un capitello e l’indicazione

di una sagoma arcuata. È prevista la demolizione secondo tale sagoma, previa puntellazione

come da elaborati del progetto delle strutture (tav. S.19), e la riapertura dell’arco. Si ipotizza che

gli elementi lapidei (capitello intero, basi) e strutturale (colonna) siano inglobati all’interno della

muratura; se così non fosse, essi sono da ricostruire uguali a quelli esistenti (materiale,

geometria, forma). È onere del’impresa l’accertamento della loro presenza tramite cauta

rimozione e l’eventuale ricostruzione. Vedasi voce ED.O.006 per la descrizione.

9. Interventi di consolidamento strutturale

Il progetto prevede alcuni interventi puntuali di consolidamento strutturale e di miglioramento sismico:

1. consolidamento delle volte del porticato del chiostro. L’intervento si rende necessario a seguito

della demolizione del solaio in acciaio con cappa collaborante. Le volte sono costituite da una

testa di mattoni pieni; attualmente sono svuotate all’estradosso e sono state scaricate a mezzo

del solaio in acciaio da demolire. Il progetto prevede il ripristino della funzione strutturale delle

volte tramite applicazione a spruzzo di uno strato di betoncino strutturale (v. voce ED.O.003) e il

successivo riempimento fino alla quota di progetto con cls alleggerito tipo lecacem. Tale

intervento è da effettuarsi senza dubbio sulle volte dei bracci Nord e Ovest del portico del

chiostro; per quanto riguarda il braccio Est, non interessato dalla presenza del solaio in acciaio

con cappa collaborante, l’opportunità del consolidamento sarà oggetto di valutazione da parte

della D.L. una volta demoliti i pavimenti e portata in luce l’orditura delle volte.

2. ripristino delle catene delle arcate del portico del chiostro

3. interventi localizzati di cuci scuci per consolidamenti di tratti di muratura lesionata

4. raddoppio di murature a una testa tramite interventi tipo cuci scuci. Si tratta del tratto di

muratura posto a confine tra il primo e il secondo chiostro (assi 3-4/E-C), che a partire dal primo

solaio risulta a una sola testa (per una lunghezza di circa 19 metri e un’altezza superiore ai 5

metri). Il progetto prevede il raddoppio dello stesso con un ulteriore strato di mattoni pieni,

secondo le modalità esposte nella tav. S.17 (intervento di tipo 3); si prevede altresì di demolire il

controsoffitto esistente per attuare l’intervento fino alla sommità del muro e di demolire

parzialmente il pavimento onde realizzare un adeguato collegamento alla parte basamentale a

Città di Treviso Museo Bailo Progetto Esecutivo_I Stralcio

Relazione Generale 11

due teste. Trattandosi di pavimento originale ottocentesco se ne prescrive la demolizione

parziale, limitata strettamente a quanto è utile per effettuare le lavorazioni previste, ed accurata,

onde poter intervenire successivamente con un ripristino. Lo stesso raddoppio della muratura è

da realizzarsi in un tratto di più modesta entità (circa m 3), lungo l’asse B, a Nord dell’asse 3,

secondo quanto individuato nella tavola A.15, sempre al piano primo.

5. ripristino dell’arcata del portico del chiostro situata nel braccio Sud, tra gli assi 11-12 e a Est

dell’asse D, secondo le modalità riportate nella voce ED.O.006, con recupero o eventuale

ricostruzione degli elementi strutturali (colonna) e decorativi (base e capitelli) originari.

Foto dell’arcata da liberare

6. eliminazione di murature portanti poste in falso al di sopra delle volte delle sale 1.17 e 1.21; la

funzione portante viene delegata a una nuova trave metallica composta, così come illustrato

nella tav. A.19, intervento tipo 13.

7. eliminazione di un pilastro in muratura posto entro un divisorio di recente costruzione, di cui è

prevista la demolizione, in corrispondenza della futura sala polivalente. L’intervento consente di

ripristinare lo spazio originario della sala polivalente. La funzione portante è delegata ad una

trave metallica composta e adeguatamente sagomata, da realizzare e mette in opera senza

demolizione della copertura e secondo le modalità prescritte nella tavola S.16.

Si rimanda in ogni caso alla specifica relazione per quanto riguarda il dettaglio degli interventi

strutturali.

10. Interventi di restauro

Gli interventi previsti di restauro conservativo interessano tutti gli elementi decorativi e strutturali

originari dell’edificio. In particolare si distinguono i seguenti ambiti di intervento:

1. chiostro: si prevede la rimozione di patine e la pulizia di tutti gli elementi lapidei presenti in

buono stato di conservazione (in particolare i capitelli delle colonne, i peducci a muro in pietra

di Lessinia bianca, i bancali delle finestre in pietra di Vicenza); per quanto riguarda i bancali del

muretto di appoggio delle colonne, si è verificato che ne restano presenti solo alcuni di quelli

originari in pietra di Lessinia bianca, e sono da conservare mediante le modalità descritte in

progetto. Per quanto riguarda gli altri, in pietra di Verona rosa e di pezzatura ridotta rispetto agli

originari, evidentemente sostituiti con la ricostruzione degli anni ’50, essi presentano chiari segni

di degrado e sono da rimuovere e sostituire con bancali dello stesso materiale e finitura di quelli

originari; in particolare sono da rispettare questi due vincoli: la modanatura di testa deve essere

Città di Treviso Museo Bailo Progetto Esecutivo_I Stralcio

Relazione Generale 12

la stessa presente in quelli originari, la lastra del bancale deve essere unica e senza giunti. Per

quanto riguarda il capitello da smurare e l’arcata da ripristinare si fa riferimento a quanto

riportato nei precedenti capitoli.

Chiostro_ braccio Sud

2. scala principale: il progetto prevede il mantenimento della scala principale esistente, con un

intervento di ricomposizione tale da consentire al percorso distributivo di mantenersi entro

ambienti climatizzati. Si tratta della demolizione parziale per apertura di un varco, con profilo

arcuato pari a quello della volta soprastante, nella muratura di separazione tra il vano scala e la

sala 1.12, seguita dalla rimozione dei primi tre gradini in pietra della scala esistente. Essi

vengono sostituiti da un nuovo pianerottolo e da tre nuovi gradini, realizzati con la stessa

sagoma e nella stessa pietra, posto nella sala 1.12. Per quanto riguarda la conservazione della

scala esistente, è prevista la pulizia e l’applicazione di adeguati protettivi ai gradini in buono

stato; per quanto riguarda quelli degradati, come indicati nelle tavole di progetto, si prevede la

loro rimozione e sostituzione con gradini nuovi della stessa pietra e con la stessa sagoma.

scala principale

Città di Treviso Museo Bailo Progetto Esecutivo_I Stralcio

Relazione Generale 13

3. facciata su via Caccianiga: la facciata di Antonio Carlini e Luigi Bailo, realizzata nel 1909, è

protetta da vincolo della Soprintendenza. Il progetto ne prevede il restauro conservativo, previa

rimozione delle patine vegetali e chimiche che ne hanno fortemente degradato i materiali. Si

nota che nelle parti protette dal dilavamento gli apparati decorati si sono conservati; il progetto

prevede il consolidamento e la protezione delle parti conservate, ma non la ricostruzione delle

parti perdute con integrazioni di decorazione. Si prevede la semplice rimozione delle patine o

degli intonaci marcatamente inadeguati e il completamento e la protezione delle superfici

murarie con velature di accompagnamento. Di tutti gli interventi previsti sulla facciata l’impresa è

tenuta a proporre una scheda che indichi le lavorazioni e i prodotti utilizzati, in accordo e

secondo le indicazioni previste nella tavola A.14; le schede di lavorazione sono da sottoporre

all’approvazione della Soprintendenza.

Rilievo a laserscan della facciata su via Caccianiga

11. Interventi di risanamento edilizio ed energetico

Il progetto intende attuare anche un risanamento energetico complessivo dell’edificio.

1. serramenti: si prevede la rimozione di tutti i serramenti esistenti nell’ambito del I stralcio e la loro

sostituzione con serramenti in acciaio con taglio termico. I serramenti sono caratterizzati da differenti

finiture, concordate con la Soprintendenza: acciaio corten nelle parti antiche, acciaio inox nella

nuova facciata, acciaio zincato e verniciato nelle parti non rilevanti dell’edificio (affaccio del corpo

Ovest verso la proprietà contigua). I serramenti devono rispettare le dimensioni dei profili di progetto

(sono previsti dei particolari profili sottili in acciaio, confrontabili con le dimensioni degli attuali telai in

legno) e le trasmittanze devono essere certificate, pari o inferiori a quelle di progetto.

2. isolamento contro terra: la demolizione degli attuali pavimenti consente la realizzazione di un

adeguato vespaio e la messa in opera di un isolamento contro terra di tutti i pavimenti, tramite uno

strato di mm 50 di polistirene.

3. isolamento termico sottotetto: dal momento che la copertura è stata oggetto di un intervento

recente, si è evitato di porvi mano; gli interventi impiantistici e la necessità di sagomare il soffitto di

alcune sale rendono necessaria tuttavia la demolizione e il rifacimento di tutti i controsoffitti. Si

prevede pertanto di realizzare l’isolamento sottotetto tramite l’interposizione di pannelli di spessore

mm 70 di lana di roccia all’estradosso dei controsoffitti del piano primo.

4. isolamento involucri verticali: l’isolamento termico delle parti verticali dell’involucro è realizzato

secondi tre modalità: rivestimento a cappotto con mm 100 di eps per la Galleria; interposizione di

mm 180 di eps tra la nuova e la vecchia facciata Sud; realizzazione di rifodera interna con strato

isolante da mm 50 in lana di roccia e doppia lastra di gessofibra nelle sale del piano terra e primo in

cui non sono presenti coperture voltate, come indicato chiaramente negli elaborati di progetto.

Città di Treviso Museo Bailo Progetto Esecutivo_I Stralcio

Relazione Generale 14

Per quanto riguarda la protezione delle murature dall’umidità si rimanda al capitolo successivo; si

prevede in ogni caso al piano terra l’applicazione di una guaina bituminosa al di sopra della cappa.

12. Intonaci e trattamenti superficiali

Il più recente intervento di recupero effettuato sull’edificio ha comportato il ritrovamento, il

consolidamento e il ripristino dello strato originario di intonaco presente sulle volte (sale 1.17-1.21),

senza intervenire sulle pareti che sono oggetto del presente appalto. Alle volte andrà applicata una

velatura tale da uniformare la finitura esistente con quella di progetto.

Il progetto prevede comunque la demolizione completa degli intonaci, di natura cementizia, nelle

parti evidentemente risalenti agli anni ’50, ovvero: corpo Ovest, tutti gli intonaci esterni, gli intonaci

interni di tutte le sale tranne quelle comprese tra 1.13 e 1.21 (sale del piano terra con soffitto voltato).

La necessità della demolizione sarà in ogni caso da valutare attentamente ambito per ambito, a

seconda della natura e del grado di coesione dell’intonaco alla parete; in ogni caso sono da demolire

tutti gli intonaci cementizi. E’ in ogni caso previsto in progetto un trattamento preventivo

all’applicazione della finitura sull’intonaco esistente (voce ED.ZD.006) nel caso di mantenimento

dell’intonaco esistente, da valutare con la D.L..

Nelle zone del piano terra con soffitto voltato è prevista la cauta rimozione dell’intonaco, previa

realizzazione di saggi stratigrafici al fine di accertare la presenza di strati di intonaco o di finitura di

pregio. Si tratta infatti di aree che non sono state molto danneggiate dal bombardamento del 1944,

dove potrebbe essersi conservata qualche traccia della decorazione dell’dell’allestimento

novecentesco originario del museo, con decorazioni in stile analoghe a quelle ritrovate nel II chiostro.

Nel caso di ritrovamento di intonaci di pregio si procederà alla loro conservazione secondo le

modalità previste per la facciata su via Caccianiga, illustrate nella tavola A.14 e nel capitolo n. 23

dell’Elenco Descrittivo delle lavorazioni.

Gli intonaci di fondo e di finitura previsti sono in ogni caso di pura e sola calce idraulica naturale NHL

5; la D.L. si riserva di chiedere delle analisi di laboratorio per verificare l’effettiva composizione degli

intonaci. Gli intonaci esterni devono essere applicati senza fasce guida, e assecondare o

accompagnare le asperità e irregolarità delle superfici murarie; la lavorazione è in ogni caso da

concordare con la D.L. previa adeguata campionatura.

Per quanto riguarda la base delle murature è previsto un trattamento antiumidità su entrambe le

facce, così concepito (vedi anche tav. A.19):

a. formazione di zoccolatura in intonaco grezzo deumidificante

b. stesura di sprizzo antisale per intonaci macroporosi

c. applicazione di intonaco deumidificante in pura calce idraulica NHL5

E’ onere e compito dell’impresa accertare e garantire la compatibilità tra i vari prodotti da essa

proposti per la realizzazione del ciclo antiumidità.

Per quanto riguarda lo strato di finitura è previsto per le superfici interne l’applicazione di una

rasatura a grassello di calce, sia sulle superfici murarie che su quelle in cartongesso. Sulle superfici

esterne è prevista l’applicazione di uno strato di intonachino tipo marmorino, in grassello di calce;

l’applicazione dovrà accompagnare l’andamento delle pareti, con una finitura di tipo ‘schiacciato’.

In entrambe i casi il grado di finitura, di satinatura, e la cromia, devono essere concordate con la D.L.

previa adeguata campionatura, da sottoporre anche all’approvazione della Soprintendenza.

13. Finiture

Le opere di finitura del I stralcio, ad esclusione di quelle già menzionate nel paragrafo 10, sono

state realizzate in gran parte a partire dagli ’50, con la ricostruzione postbellica; esse non sono

Città di Treviso Museo Bailo Progetto Esecutivo_I Stralcio

Relazione Generale 15

tutelate da vincolo e il progetto ne prevede la sostituzione. Scopo del progetto è di far leggere gli

spazi del museo come appartenenti ad un’unica unità spaziale; si sono unificate pertanto le modalità

di finitura, in modo tale che risultino costanti in tutti i nuovi spazi e assumano un tono neutro, tale da

non interferire con le opere da esporre e da non sovrapporsi ad esse.

1. pavimenti: si prevede la demolizione di tutti i pavimenti compresi nel I stralcio. I nuovi pavimenti

delle aree espositive e dell’area di accoglienza sono previsti in terrazzo alla veneziana con

legante in resina. La cromia del fondo, il grado di satinatura, la cromia e la granulometria degli

inerti sono da sottoporre ad approvazione della Soprintendenza, previa realizzazione di

adeguata campionatura. Si prevede di distinguere la finitura del piano terra da quella del piano

primo, utilizzando la stessa granulometria e cromia degli inerti (marmo di Carrara bianco,

granulometria 3-8mm), ma con cromia del fondo differente (grigio caldo, tortora, al piano terra;

grigio freddo al piano primo) e comunque finitura satinata. I giunti sono previsti in acciaio inox.

Altre tipologie di pavimento sono: pavimento in cls con spolvero al quarzo per la centrale

termica interrata e piastrelle in grès per la zona deposito.

2. controsoffitti: è previsto il rifacimento di tutti i controsoffitti con cartongesso, secondo le sezioni

di progetto. In particolare si prevede la realizzazione di specifiche velette per l’alloggiamento

dell’impianto di illuminazione artificiale al piano primo, nelle sale 2.02-2.05 e 2.08. I controsoffitti

alloggeranno l’impianto di illuminazione al piano terra, e quello di illuminazione e di diffusione

dell’aria al piano primo. Il disegno dei soffitti è illustrato nella tav. A.24.

3. serramenti: come accennato nel paragrafo precedente, per quanto riguarda i serramenti esterni

si è concordato con la Soprintendenza di utilizzare i serramenti in acciaio, che consentono di

ridurre notevolmente la sezione visibile del telaio. Il serramento previsto deve essere tale da

ridurre quanto più possibile la sezione visibile del telaio. Sono previste due tipologie di finitura,

anch’esse concordate con la Soprintendenza: acciaio inossidabile satinato per i serramenti

installati sulle nuove facciate e acciaio cor-ten per i serramenti installati nelle parti conservate

delle facciate. E’ previsto anche l’uso di acciaio zincato e verniciato per il deposito.

L’installazione dei serramenti è prevista a filo esterno con falsi telai metallici nelle nuove facciate

e nel portico del chiostro; a filo interno in tutti gli altri casi. Gli elementi di finitura (cornici,

davanzali, mostre) sono previsti di volta in volta nello stesso materiale del telaio. L’abaco è

illustrato nella tavola A.21, mentre i nodi e i dettagli nella tavola A.22. Per quanto riguarda i

serramenti interni essi sono di numero limitato, e sono sostanzialmente di tre tipi: serramenti

stadard con cornice posti a filo muro, serramenti con telaio posti a sporgere dalle pareti,

serramenti scorrevoli in cristallo

4. bussola di ingresso: la bussola di ingresso costituisce una sorta di volume autonomo

incastonato nella nuova facciata, preceduta dal portale in calcestruzzo bianco prefabbricato. La

porta di ingresso principale ha dimensioni cm 200x415, con apertura a due ante da cm 100x415;

l’apertura, considerate le dimensioni e il peso delle ante, è prevista con ausilio di motore

elettrico, a semplice spinta. La finitura della porta è costituita da un pannello di acciaio inox 316

satinato e bugnato sul lato esterno, e da un pannello di acciaio inox 316 satinato liscio sul lato

interno. Ai lati della porta sono previsti due serramenti vetrati di cm 20x415, con vetro

antivandalismo. L’invetriata su lato interno, verso la Galleria, è prevista con telaio in acciaio inox

e vetri antisfondamento; considerate le dimensioni delle ante, che coincidono con quelle esterne,

e il fatto che è uscita di sicurezza, si prevede anche in questo caso un’apertura assistita da

motore elettrico.

Città di Treviso Museo Bailo Progetto Esecutivo_I Stralcio

Relazione Generale 16

14. La Galleria e le nuove facciate

La parte più innovativa del progetto è costituita dalla nuova facciata e dalla Galleria. L’attuale

facciata sulla piazzetta su Borgo Cavour non ha un carattere adeguato all’istituzione che dovrebbe

rappresentare, e il suo disegno risale alla ricostruzione postbellica. Si è deciso di concerto con la

Soprintendenza che il museo necessita di una nuova facciata. La nuova facciata in progetto si

sovrappone a quella esistente, di cui si prevede di chiudere tutti i fori; si tratta di una facciata di

spessore cm 65 circa, che rappresenta con la sua geometria e proporzione le sequenze spaziali del

corpo di fabbrica retrostante e si pone in relazione con l’antistante chiesa di Sant’Agnese.

Il cavedio stato di fatto Vista interna della Galleria dall’ingresso Vista interna della Galleria verso l’ingresso

Essa è costituita da un corpo strutturale in cemento armato gettato in opera, di spessore cm 35,

entro casseri a perdere in calcestruzzo bianco prefabbricato di spessore cm 10. I casseri a perdere

rappresentano la finitura definitiva della facciata e sono pertanto da proteggere adeguatamente

durante la fase di cantiere; essi sono casseri tridimensionali, caratterizzati da una finitura puntinata

con semisfere a incasso nel getto, realizzati con uno speciale cemento bianco con inerti di

colorazione a scelta della D.L. previa campionatura e finitura satinata. I casseri sono armati con

specifici tralicci collaboranti col getto retrostante. I giunti tra i casseri sono da sigillare con boiacca

elastomerica. La facciata Nord della Galleria è a finitura liscia, non puntinata. Le facciate nuove sono

separate da quelle esistenti in muratura retrostanti da un giunto in eps di spessore cm 18; esse sono

invece collegate alla struttura della Galleria tramite barre pultruse inserite entro vetro cellulare, tali

da evitare ponti termici. Lo scolo delle acque meteoriche delle coperture afferenti le facciate avviene

entro pluviali annegati entro lo strato isolante e resi ispezionabili da appositi pannelli rimovibili.

Considerate le dimensioni dei pannelli in c.a. prefabbricato è da valutare, a cura dell’Impresa, il

percorso di accesso al cantiere con relativi permessi, e la dimensione dell’autogru che deve

assistere la fase di montaggio, considerando anche la presenza degli alberi di leccio. Non è

possibile utilizzare la gru di cantiere per montare la facciata Sud, dal momento che la sua posizione

interferisce con essa. È richiesta un’adeguata ed esaustiva campionatura dei pannelli di finitura delle

facciate, con adeguato anticipo rispetto ai tempi di posa. Non è prevista in modo assoluto alcuna

modifica del disegno delle fughe. Le nuove facciate sono illustrate nella tavola A.17.

La nuova Galleria è posta a chiusura del cavedio esistente tra il corpo di fabbrica principale e il

corpo Ovest, largo circa m 3.80 e lungo circa m 30. Si prevede preventivamente la demolizione

parziale della copertura retrostante la facciata su via Borgo Cavour e la demolizione di un solaio in

legno realizzato nell’ultimo intervento di consolidamento del museo.

Città di Treviso Museo Bailo Progetto Esecutivo_I Stralcio

Relazione Generale 17

modello della nuova facciata e della galleria

La nuova Galleria è costituita da un corpo di fabbrica con pareti in calcestruzzo armato di spessore

cm 25, di lunghezza m 28.25, altezza m 12.00, larghezza m 2.50, poggiato su quattro setti di

lunghezza cm 110; esso è collegato strutturalmente alle nuove facciate Nord e Sud tramite

connettori pultrusi e poggia su due platee di fondazione poste alla profondità – 0.90 rispetto al

pavimento finito; una serie di travetti in c.a. a vista, di sezione circa cm 15x40 lunghezza cm 200 e

con passo 300, costituisce il collegamento trasversale tra le due pareti lunghe della Galleria. Il

calcestruzzo è da realizzare con cemento bianco e con classe di lavorabilità adeguata (S4); tutte le

superfici interne sono a vista, con finitura liscia risultante dall’applicazione di appositi pannelli in

multistrato su casseri metallici. La dimensione dei pannelli e la conseguente disposizione dei casseri

è illustrata nella tavola A.18, ove sono illustrate anche la modalità di realizzazione delle fughe tra

pannelli, la disposizione delle cravatte di chiusura dei casseri e le modalità di sigillatura delle teste

delle stesse. Non è consentita alcuna modifica nella disposizione, nella geometria e nella

dimensione dei pannelli di finitura. È richiesta un’adeguata campionatura preliminare ai getti. Gli

spigoli sono previsti vivi e non smussati, e sono pertanto da proteggere adeguatamente durante la

fase di cantiere.

Città di Treviso Museo Bailo Progetto Esecutivo_I Stralcio

Relazione Generale 18

Il getto è da realizzarsi in tre fasi:

I fase pilastri

II fase pareti verticali

III fase travetti di collegamento

L’unico giunto di ripresa di getto visibile deve essere quello presente nei pilastri, come illustrato nella

tavola A.18. All’interno dei getti sono da collocare le guaine dell’impianto elettrico come da

indicazioni di progetto. Il rivestimento esterno è a cappotto con pannelli in eps di spessore cm 10.

La copertura della Galleria è vetrata, costituita da un lucernario piano i cui traversi soni posti in

corrispondenza dei travetti di collegamento sommitale delle pareti; il telaio del lucernario, così come

tutte le lattonerie, è in acciaio inossidabile; il vetro è antigrandine.

Il corpo della Galleria è posto in contatto con le murature del fabbricato esistente tramite appositi

dissipatori viscosi, in numero di quattro, come descritto nella Relazione di Calcolo statico.

Per quanto riguarda la copertura degli interstizi tra la Galleria e i corpi di fabbrica esistenti, di

larghezza cm 60 circa, è prevista la realizzazione di apposite canale di gronda coibentate

autoportanti, f