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20.08.2013

COMUNE DI TREVISO RESTAURO MUSEO BAILO

 

Comune ko al Tar guai al museo Bailo

Il cantiere per la ristrutturazione del museo Bailo di Borgo Cavour (nella foto) doveva essere già partito e a buon punto, invece la paralisi prosegue e rischia di protrarsi per altri mesi perché il...

 
 
 

Il cantiere per la ristrutturazione del museo Bailo di Borgo Cavour (nella foto) doveva essere già partito e a buon punto, invece la paralisi prosegue e rischia di protrarsi per altri mesi perché il bando che ha affidato i lavori alla Li.Ta. Costruzioni spa è diventato una grossa grana per il Comune.

La modenese Due P srl infatti ha visto in ricorso presentato al Tar lo scorso gennaio quando contestò la decisione di Ca’ Sugana che l’aveva estromessa dalla gara per la ristrutturazione del museo, gara che la Due P aveva concluso in prima posizione, salvo poi essere esclusa vedendo vincere l’appalto alla concorente Li.Ta., seconda classificata.

Ma non solo. Il tribunale amministrativo di Venezia ha deciso anche di rigettare il ricorso presentato in piena battaglia amministrativa dalla Li.Ta. con la quale l’azienda sottolineava come la Due P – assistita dagli avvocati bolognesi Alberto Mischi e Andrea Corinaldesi – in corso d’opera avesse perso i requisiti per partecipare alla gara.

Una vittoria su tutta la linea, quella ottenuta dai legali dell’azienda modenese, che a Treviso si è già tradotta in una grossa grana tutta da sbrogliare.

Il Comune, stando alla sentenza, dovrebbe quindi revocare alla Li.Ta. l’affidamento dei lavori e degli immobili compresi nel bando di gara (due appartamenti e di un parcheggio da 36 posti all’Appiani) assegnandoli alla Due P. Una decisione però che rischia di innescare l’immediato ricorso della Li.Ta. e una nuova battaglia legale; la stessa che potrebbe scatenarsi se Ca’Sugana deciderà di far valere le sue ragioni davanti al Consiglio di Stato contestando quindi la sentenza del Tar.

In un caso o nell’altro, altro che inaugurazione del nuovo polo museale nel 2015. Il cantiere e la nuova galleria rischiano di slittare ancora dopo mesi e mesi di burocrazia, rinvii, problemi di cassa. «Noi abbiamo fatto valere la posizione della società», dice l’avvocato Alberto Mischi, «ora a lei spettano lavori, incassi e immobili. La decisione del Tar è eseguibile». A Ca’ Sugana per decidere come uscire dalla crisi si attendono le motivazioni della sentenza.